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lunedì 6 ottobre 2014

Lettera Rettore di Roma Tre alle Università italiane



Gentili Colleghi,
lo scorso anno è stata lanciata la Campagna per il diritto all'identità con l'idea di diffondere attraverso la rete delle università italiane il messaggio delle Abuelas de Plaza de Mayo  impegnate nella ricerca dei nipoti scomparsi durante la dittatura militare. Finora in Argentina sono stati ritrovati 110 ragazzi su circa 500, ma si ritiene che alcuni di loro potrebbero risiedere all'estero ed in particolare in Italia.
Ora si vuol dare nuovo impulso alla Campagna. Roma Tre, insieme alla Ambasciata Argentina, ha creato e messo in rete una pagina Web con brevi video di ragazzi che hanno recuperato la loro identità. È stata aperta anche una pagina Facebook per promuovere le diverse attività ed estendere l'iniziativa a livello nazionale.
Con questo materiale vi invito a rilanciare l’appello delle Abuelas nelle vostre singole sedi. 
Alcuni Atenei hanno già aderito, impegnandosi nella diffusione della Campagna, organizzando eventi e inserendo i link nel loro portale istituzionale.
  
Prof. Mario Panizza
Rettore Università degli Studi Roma Tre

Roma, 28 aprile 2014

Ritrovamento di Guido Carlotto

Ad agosto di 2014 è pervenuta la notizia che Estela Carlotto, la Presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, dopo una ricerca lunga 36 anni ha ritrovato il nipote avuto dalla figlia Laura, desaparecida nel 1977 mentre era incinta e che è stata uccisa dai militari argentini due mesi dopo il parto. Guido, vissuto finora con il nome di Ignacio Hurban, è il 114/o nipote ritrovato dalle Abuelas e un paio di mesi fa si è sottoposto al test del Dna perché aveva dubbi sulle sue vere origini.


domenica 28 settembre 2014

Partorire nel centro di maternità clandestino dell’ESMA

Partorire nel centro di maternità clandestino dell’ESMA

“Una delle più grandi immagini d’orrore e di maggiore crudeltà che un individuo può ideare e compiere: il pianto dei neonati mescolato alle grida di tortura”.
Nilda Noemí Glorietta, Informe Nunca Más: Comisión Nacional sobre la Desaparición de Personas (CONADEP)

A metà del 1977, durante la dittatura civico-militare argentina, presso l’ESMA era operativo un centro di maternità clandestino chiamato dai militari “la piccola Sardà”. Lì era stata adibita la “stanza delle donne incinte”: quattro letti che erano usati in modo rotatorio e un tavolo grande su cui partorivano le donne in gravidanza, detenute all’ESMA e anche altre donne che erano state portate da altri centri clandestini di detenzione.
Dopo due o tre giorni i neonati venivano strappati alle mamme con la promessa di dare il/la bimbo/a ai propri familiari. In realtà questo non avveniva, i bambini venivano dati in adozione con documenti falsi o consegnati ai militari o ai complici. Ancora oggi di quei bambini circa 400 continuano ad essere desaparecidos.

Per maggiori informazioni: 

Che cosa è la Banca Nazionale di Dati Genetici?



"Cosa è la Banca Nazionale di Dati Genetici? Come aiuta a las Abuelas a ritrovare i nipoti?"

La Banca Nazionale di Dati Genetici, che è nata più di 20 anni fa, ha come scopo principale quello di garantire ai/lle ragazzi/e appropriati/e la possibilità di recuperare la loro identità. Perciò questa Banca ha un ruolo fondamentale nella lotta de las abuelas: perché contiene e archivia i profili genetici di ciascun membro dei gruppi familiari delle vittime del terrorismo di Stato durante l’ultima dittatura argentina.
In questo modo è possibille cercare e identificare i/le figli/e di persone scomparse, rapiti insieme ai propri genitori oppure nati nei centri clandestini di detenzione.

Inoltre, la Banca può aiutare la giustizia e le organizzazioni governative e non governative nell’identificazione genetica dei resti delle vittime di sparizione forzata. La sua missione é quella di permettere di fare analisi e ulteriori ricerche anche in futuro. Sappiamo che un giorno las abuelas non ci saranno più ma, grazie a questo archivio, si potrá continuare a ritrovare nipoti e bisnipoti e questi giovani potranno sempre avere la possibilità di conoscere la vera origine familiare.




I luoghi della dittatura militare



Che cosa era l’Escuela de Mecánica de la Armada (ESMA)? 

L’ESMA è nata nel 1924 come scuola di specializzazione di elettronica, aeronautica, meccanica navale, oceanografia.
Nel 1976, con l’inizio della dittatura, questa struttura ha cominciato a funzionare come uno dei centri clandestini di detenzione più crudeli della storia argentina.
Il “casino di oficiales” era il palazzo (all’interno della ESMA) usato dai repressori per planificare i sequestri, mantenere in prigione i detenuti e torturarli fino alla morte. Un modo di sterminarli avveniva con i cosiddetti “voli della morte”: si trattava di anestetizzare i sequestrati, metterli in un aereo e poi buttarli vivi nel fiume o in mare.
I repressori dell’ESMA vengono raggruppati nel cosiddetto “Grupo de Tareas 3.3.2”. Questo gruppo illegale, che funzionava clandestinamente, pianificava i sequestri, le detenzioni e le torture; era formato da circa 50 persone e contava sul supporto di tutto il governo militare (la Junta militar).

Per rendere omaggio alla memoria di tutti coloro che proprio all’ESMA hanno perso la vita e i sogni, l’edificio è stato trasformato nella Casa dell’identità e di recente inaugurato.


Maggiori informazioni